Domenica, Novembre 28, 2021

Sestogrado

Alpinismo

Richiodatura via Overfigari

overfigariLa via è stata richiodata con parsimonia in modo da lasciare l’impegno psicologico possibilmente nelle medesime condizioni di quando era stata aperta nel 1988 ( Paolo Cavallo, Massimo Piras, Guido Ghigo ).
Attualmente il materiale in loco si stava deteriorando. Le soste con catena, i tasselli e gli spit infissi sono tutti in materiale inox in modo da garantire un’ottima sicurezza anche per le generazioni future.
Da tutte le soste e possibile scendere in doppia anche in caso di maltempo.

Difficoltà max. 6c+ ( grande tetto all’uscita ). Obbl. 6a/b.

Un grosso GRAZIE a coloro che con passione e modestia, permettono a questo “ sport “ di svilupparsi nella modernità, ma anche nella continuità del tempo.

 

Due belle salite selvagge in Valle Gesso

nord argenteraRingraziamo Roberto per averci inviato le relazioni di queste due belle salite alpinistiche in Valle Gesso. La prima è la CRESTA NORD OVEST SULL'ASTA SOTTANA che divide il Vallone della Vagliotta dal Vallone del Dragonet. La seconda è la via QUALCUNO MI AMA + LA VENA DI QUARZO SULLA CIMA NORD DELL'ARGENTERA, poco ripetuta e molto d'ambiente.

   

Nuova via di misto sul Mondolè

tana lupoMatteo Canova e Alberto Fantone hanno aperto oggi una  nuova via di misto sulla Balcunera del Monte Mondolè in Val Maudagna. Facile avvicinamento dagli impianti e perfetta in questi inverni secchi.

Relazione della via LA TANA DEL LUPO

   

Nuova via di misto sull'Asta Sottana

asta sottanaIl 06/01/2019 Nicola Marchisio e Michele Perotti hanno aperto 'Hai visto che Asta?', una nuova via di misto sulla parete nord-est dell'Asta Soprana nelle Alpi Marittime.

850mt - IV- D+ - WI3 M

A questo LINK potete trovare un ampio reportage su questa fantastica prima salita.

   

In solitaria sulla Nord del Marguareis

roseL'11 dicembre 2018 Enrico Sasso ha aperto in solitaria "Rose", una  nuova via di misto sulla parete  nord del Marguareis, nelle Alpi Liguri.

A questo LINK potete trovare l'esaustivo articolo su Planetmountian di questa stupenda avventura alpina.

   

Richiodatura soste su Baltzola e Diedro Calcagno

castelloIl 20/08/2018 Luciano Orsi e Valter Galizio hanno provveduto a rinnovare le soste sui primi tre tiri della Balzola con soste ad anello e catena tutto Inox, il materiale in loco erano dei tasselli Fixe gialli;  purtroppo l’acciaio del tassello era un acciaio al piombo non adatto per lavori strutturali (una martellata son volati via tutti), materiale molto fragile con scarso allungamento e con un carico di rottura intorno ai Kg.1.800 (da nuovo). Il tassello Inox ha un carico di rottura superiore ai Kg. 2.900 con una durata agli agenti atmosferici di diverse generazioni (l’Inox esiste solo da un centinaio di anni) e può anche darsi che duri diverse centinaia di anni; per il momento, non lo sappiamo ancora, bisognerà aspettare, i risultati che ci sono stati fin’ora sono stati più che ottimi. Al mare e un discorso totalmente diverso è un po' come essere su due pianeti diversi.

Hanno messo tre soste sulla Balzola e uno spit segnavia sul traverso.

Sosta alla base del diedro Calcagno con due spit nuovi da collegare, non hanno messo la catena in modo da non indurre la discesa sulla verticale perché sotto non ci sono calate; dalla sosta successiva si arriva sulla sosta della Balzola. Le tre soste seguenti sono con anello e catena, la penultima sosta è stata spostata di 5 metri più in alto su un comodo terrazzino, l’ultima su un pulpito che da verso il canale di discesa. In caso di temporale a metà via si può scappare senza grandi problemi.

Ripulita la sosta vecchia dai cordoni che sono veramente orrendi da vedere. 

Le vie tranne le soste rimangono ovviamente a chiodi. 

 

   

Una punta per Angelo

oronaye siriVallone dell’Oronaye. Il primo sole arrossa i pilastri calcarei della Tête des Blaves: -Lì c’è “Legoland” indico a Enrico e Sabrina. -L’avevamo aperta con Angelo e Luca nel 1986. Angelo poi ha tracciato anche un’altra via sul pilastro di destra con la sua amica Ina.

Noi invece oggi saliamo sul fianco opposto del vallone: puntiamo alla grande pala sul versante ovest sud-ovest dell’Oronaye, proprio di fronte ai pilastri scalati da Angelo. Anche Enrico, pur essendo assai più giovane, conosce bene Angelo perché abitano nello stesso paese. Ora Angelo è gravemente malato. Ci penso ma non ne parliamo: c’è l’incognita della scalata e l’Oronaye ci guarda sornione.
Lo zoccolo ci illude filando via liscio su roccia assai migliore del previsto. Poi uno spettacolare diedro di calcare stupendo e l’illusione finisce. Meno male che a questo punto prende il comando Enrico: la roccia diventa friabile e le difficoltà aumentano a ogni tiro. Sabrina ha freddo e scala coi guanti, ma se la cava benissimo lo stesso. Enrico, inevitabilmente, fa cadere pietre e blocchi, e io per giunta, svanito come sono, ho pure dimenticato il casco in macchina…
Per non farci mancare nulla, nel pomeriggio arrivano il vento e le nuvole a coprire la montagna. Alle 18 e 30 ci troviamo tutti e tre in cima alla grande pala, su una punta innominata, assai aerea, protesa sul versante francese. Ovviamente l’avventura non finisce qui: l’Oronaye è un enorme castello in rovina con un dedalo di anticime, speroni, pareti a strapiombo, e creste espostissime con detriti e massi in bilico… Capirci qualcosa nella nebbia non è per niente facile e dopo un po’ arriva anche il buio, e la nebbia ci spara indietro la luce delle frontali. Ci metto un po’ a trovare la strada. Sabrina comincia a preoccuparsi: ha fatto scalate difficilissime ma non si era mai trovata di notte in un posto simile… Alle 21 e 30, finalmente, raggiungo la forcella dove passa la via normale.
La notizia della morte di Angelo ci arriva lì in cima, appena accesi i cellulari. La malattia ha avuto il sopravvento, e noi lì, su un inutile castello di rocce accatastate.
Parlavamo di lui stamattina, delle vie che avevamo aperto insieme, delle mille avventure, delle risate, della sua estrosità: alpinista all’avanguardia su roccia e su ghiaccio, cineasta, fotografo, sassista, ciclista, e in ultimo anche inaspettato ballerino di tango: forse non è un caso che siamo capitati proprio oggi su una punta senza nome, proprio di fronte a un pilastro che avevo scalato con Angelo…

Andrea Parodi

Monte Oronaye, Punta Angelo Siri (nome proposto, 3000 m circa)
Via “A QUALCUNO PIACE IL CALDO

Difficoltà: ED 

Sviluppo: 390 metri
Andrea Parodi, Enrico Sasso, Sabrina Zunino, il 13 settembre 2017

   

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