Venerdì, Novembre 17, 2017

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Restyle dello Spigolo Fornelli

spigolo fornelli

Vi lascio il pensiero di Luciano Orsi sul lavoro di risistemazione effettuato sullo Spigolo Fornelli alla Torre Castello in val Maira.

Ciao a tutti volevo portare a conoscenza che io e i (Dalton) cioè i fratelli Gallizio abbiamo provveduto a sistemare le soste dello Spigolo Fornelli alla Torre Castello.
Tre soste sono con 2 spit mentre le altre quattro sono con anello e catena il tutto Inox, così in caso di temporale si può scendere senza grossi problemi, rimane il fatto che il traverso e la discesa a piedi sotto un temporale non sono per niente consigliabili! Si consiglia vivamente prima di intraprendere la scalata di guardare bene il meteo. Oggi le previsioni meteo sono impeccabili.
Non abbiamo aggiunto spit sulla via (io e i soci l’avremmo fatto) ma ci saremmo di nuovo esposti a critiche feroci. Bisogna però precisare che i chiodi in posto (a vedere lo stato in cui versavano quelli estratti) da fuori sembrano abbastanza buoni ma all’interno sono mezzi marci, il tempo passa anche per loro……. Ed io sinceramente un volo sopra ad uno di questi chiodi non vorrei mai farlo! Non dimentichiamoci cosa è successo solo qualche anno fa sulla Castiglioni.
Altra cosa che tengo a precisare che ultimamente nessuno li ha ribattuti, la via è stata ripetuta solo pochi giorni fa e i chiodi delle soste la meta li muovevi a mano, molti si vergognano a portare il martello e a controllare i chiodi.

Ora cerco di spiegare: la stragrande maggioranza degli arrampicatori ignora i problemi legati alla corrosione. All’interno delle fessure il più delle volte c’è terra, nella terra ci sono sali minerali azoto e quant’altro (io che fabbricavo attrezzi che lavoravano la terra ho toccato con mano questi problemi corrosivi); orbene tutte queste sostanze per gli acciai comuni sono dannose e anche se esteriormente sembrano in buone condizioni strutturalmente molte volte non lo sono, il chiodo non parla. Un chiodo dopo 20 anni è da considerarsi molto a rischio, al Monte Bianco dove nelle fessure non c’è terra i chiodi durano almeno il doppio. Fermo restando che le fessure sono soggette a dilatazioni (caldo e freddo), quindi i chiodi vanno sempre controllati.

Ora senza entrare in sterili polemiche ma guardando la realtà in faccia, la chiodatura e schiodatura è devastante per le fessure basti vedere le soste del Maria Grazia, via che non ha 50 anni. Tra l’altro questa roccia è la più dura che c’è in giro. figuriamoci su rocce tenere. La mia domanda è questa dopo 150 anni di martellate cosa lasciamo ai posteri? io credo che se si fa un lavoro serio e pulito con un impatto visivo minimo e materiale sicuro sia meglio.

Personalmente io non ho nessuna nostalgia del passato tanto meno delle mode, e come mi ha detto l’anno scorso il mio amico Jean Gounand, noi abbiamo rischiato troppo sui chiodi! Adesso è un’altra storia, testuali parole (Nous sonts pas à la Guerre!)

La via nonostante i gradi delle relazioni non è da prendere sottogamba.

Abbiamo anche provveduto alla sostituzione della calata dalla Torre Castello sulla Placca Gedda: tolto gli Spit in alluminio con tasselli Gialli della Fix (rotti con una martellata...) non si devono mai mettere due materiali diversi assieme (correnti Galvaniche corrosive) cordoni datati e sostituita con sosta tasselli anello e catena tutto Inox. In questo contesto con il materiale Inox la durata sarà sicuramente di diverse generazioni.. Discorso ben diverso la corrosione al mare, chi arrampica lì faccia molta Attenzione!

Allego una foto per documentare lo stato dei chiodi estratti e chi vuole saperne di più può sempre contattarmi sul mio sito rampigneacuni trova l’indirizzo Mail
Buon divertimento a tutti Ciano

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