{"id":12882,"date":"2026-09-11T17:56:44","date_gmt":"2026-09-11T15:56:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cuneoclimbing.it\/new\/?p=12882"},"modified":"2026-09-11T17:56:45","modified_gmt":"2026-09-11T15:56:45","slug":"una-seconda-nuova-via-lunga-a-rocca-dei-nidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cuneoclimbing.it\/new\/2026\/09\/11\/una-seconda-nuova-via-lunga-a-rocca-dei-nidi\/","title":{"rendered":"Una seconda nuova via lunga a Rocca dei Nidi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized is-style-default\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.cuneoclimbing.it\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_5196.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12883\" style=\"width:350px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.cuneoclimbing.it\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_5196.jpg 480w, https:\/\/www.cuneoclimbing.it\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_5196-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiara Cogno e Gian Piero Porcheddu hanno aperto una nuova via a Rocca dei Nidi sopra Garessio in Valle Tanaro; la via non \u00e8 lontana dalla via &#8220;Le Infermiere Salveranno il Mondo&#8221;, recentemente recensita. Vi lasciamo il link alla dettagliatissima relazione di GPP che ringraziamo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-cuneoclimbing wp-block-embed-cuneoclimbing\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"45N1f7y51j\"><a href=\"https:\/\/www.cuneoclimbing.it\/new\/2026\/09\/11\/rocca-dei-nidi-via-leretica\/\">Rocca dei Nidi &#8211; Via L&#8217;Eretica<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"\u201cRocca dei Nidi \u2013 Via L\u2019Eretica\u201d \u2014 Cuneoclimbing\" src=\"https:\/\/www.cuneoclimbing.it\/new\/2026\/09\/11\/rocca-dei-nidi-via-leretica\/embed\/#?secret=iovg9cW98F#?secret=45N1f7y51j\" data-secret=\"45N1f7y51j\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-code\"><code>\t\t\nL\u2019ERETICA\nSalgo al volo sul treno, devo sempre fare le corse per arrivare a Termini e fiondarmi al binario del Frecciarossa. Al Ministero, non hanno la percezione del tempo: si inizia al mattino alle 11 per poi fare pausa alle 15 e finire alle 22\u2026.non riuscir\u00f2 mai da abituarmi a questi orari!!!\nQuesta volta Francesca, con i suoi trucchi da segretaria tutto fare, mi ha trovato un rientro in prima classe sul Freccia a un prezzo scontatissimo e cosi mi accomodo in una meravigliosa poltrona, cos\u00ec comoda che la vorrei a casa mia. Mentre sto mettendo lo zainetto nella capelliera e prendendo il libro che mi accompagner\u00e0 nel viaggio, arriva un\u2019avvenente signora. Con leggeri movimenti si mette di lato, passandomi davanti. Difficile non ammirarla. \nGran donna, con classe da vendere. Veste un bel tailleur che fascia un corpo minuto, con le curve che ameresti incontrare sempre. Ha una bella camicia bianca appena sbottonata per far intravedere un seno stupendo e un volto incorniciato in bel paio di occhiali da sole. \nL\u2019aiuto a mettere la sua piccola valigetta nella capelliera mentre Lei si accomoda sul lato opposto al mio, vicino al finestrino, proprio davanti a me.\nMentre il Freccia parte, apro il libro; la bella signora si mette gli auricolari e comincia una serie di innumerevoli telefonate. Ha anche una bellissima voce calda e sorride con le parole.\nCerto che ne ha di persone alle quali dare appuntamento, e tutte tra Milano, Verona e Roma. Cerco di acutizzare l\u2019ascolto senza farmi scoprire. A un certo punto riceve una telefonata e, come di incanto, comincia a parlare in veneto.\nPer fortuna non parla il padovano stretto, che ai tempi dell\u2019universit\u00e0 avevo pur provato ad imparare per cercare di conquistare la simpatia di qualche ragazza local, ma senza grandi risultati.\nMolte parole non le capisco proprio ma il senso della frase s\u00ec, e mi rimetto in modalit\u00e0 ascolto.\nDall\u2019altra parte del telefonino ci deve essere una \u201ctota giovane\u201d alla quale insegnare come organizzarsi e come comportarsi sul lavoro\u2026 ma quale lavoro?? Questo non sono riuscito ancora a capirlo.\nComincia a dare una serie di consigli sul fatto di prenotare degli appartamenti a settimana, di usare sempre un cellulare di servizio, di pretendere il pieno rispetto delle regole, dell\u2019assoluta riservatezza, dei pagamenti in contanti e solo con tagli da 50, e si raccomanda &lt;&lt;nessuna \u201ccosa strana\u201d\u2026.tutto come ci hanno insegnato le suore>> e ride\u2026.   \n&lt;&lt; E poi lasa p\u00e8rdar el resto, te va ben come che te s\u00ec, te s\u00e8 z\u00f3ina e te s\u00e8 bela, no magnar masa i mase\u0142i, fagh credar che te s\u00ec te le so man\u2026 tanto quando i \u00e8 ssensa mudande i capise njenterse ho capito>>. \nPorca puzzola\u2026adesso ho capito il mestiere!!\nSono sovrappensiero per la scoperta e sorrido tra me e me. Non mi sono accorto che la telefonata \u00e8 finita e si \u00e8 tolta gli auricolari.\n&lt;&lt;Se fa finta di leggere per ascoltare le mie telefonate, almeno giri le pagine del libro ogni tanto!>>.\nBeccato\u2026che figura di merda\u2026.e adesso che le dico?\nPenso intensamente alla stessa velocit\u00e0 di quando mi parte un appiglio dalla mano e sto volando sull\u2019ultimo spit. Ma l\u00ec sono in falesia e so cosa fare: mi spingo all\u2019indietro, non tocco la corda e comincio a puntare piedi e mani in avanti per quando andr\u00f2 a sbattere contro la parete.\n&lt;&lt;Ho forse sbagliato??>> me lo dice con voce pacata, senza nessuna vibrazione da incazzata (che ne avrebbe avuto tutte le ragioni!) e, mi pare, sorrida.\nLa miglior difesa \u00e8 l\u2019attacco \n&lt;&lt;Hai ragione (scelgo di darle del Tu, in fin dei conti sar\u00e0 almeno 15\/20 anni pi\u00f9 giovane di me), ma mi faceva piacere ascoltarti parlare in dialetto, ho studiato a Padova e sentire di nuovo quella cadenza\u2026.mi ha portato a ripensare a quel periodo>>. \n&lt;&lt;Bravo, bella scusa, facciamo finta di crederci!>> mi risponde mentre accenna un sorriso.\nFaccio la faccia da bambino beccato con le dita nella marmellata.\n&lt;&lt;Ti chiedo scusa, sono veramente mortificato ma la chiacchierata con la tua collega era veramente interessante. Mi piace ascoltare le persone in treno, trovo che sia il luogo pi\u00f9 bello e coinvolgente, come stare a teatro e vedere una commedia>>.\nLei &lt;&lt;Lascia perdere le scuse, tanto oramai ti ho sgamato, la tua figuraccia per oggi l\u2019hai fatta, direi che non c\u2019\u00e8 bisogno che ti arrampichi sui vetri>>.\n&lt;&lt;Hai ragione\u2026. ti chiedo ancora scusa\u2026posso rimediare???... ti racconto di me per 10 minuti e cos\u00ec pareggiamo i conti>>. \nQuesta volta sorride in modo divertito.\n&lt;&lt;Mi sembra una buona idea, spero che tu abbia una vita movimentata ed interessante, non vorrei annoiarmi>>.\nPrendo l\u2019occasione al volo e inizio a parlare di me, anzi della montagna, dell\u2019arrampicata, visto che mi sembravano argomenti meno noiosi del resto della mia vita.\nI dieci minuti, diventano venti, poi mezz\u2019ora\u2026lei ogni tanto riceve una telefonata e io mi alzo per fare due passi lungo il corridoio del vagone oppure leggo - veramente \u2013 qualche riga del libro ancora aperto sul tavolino. Parliamo e ci raccontiamo sino a quando entriamo in stazione a Milano Centrale, dove lei scende e io proseguo per Torino.\nCi siamo scambiati il numero di cellulare e promessi di risentirci ma non ci credo molto. La Robbi (Roberta per tutti e per pochi \u201cla Robbi\u201d\u2026cosi mi ha detto!), ha una vita intensa e molto organizzata, non penso abbia tempo per me. \nCerto che oltre ad essere una gnocca da paura \u00e8 una tipa da 10 e lode, laurea in filosofia, attualmente iscritta \u2013 fuori corso \u2013 a psicologia, un tenore di vita di tutto rispetto, con casa di propriet\u00e0 a Verona e un monolocale in Costa Smeralda (che affitta regolarmente perch\u00e9 non ha mai tempo di andarci), investimenti in borsa e in attivit\u00e0 immobiliari da vera speculatrice, per un conto corrente che &lt;&lt;quando smetto, posso godermi la vita alla grande, forse anche pi\u00f9 di adesso!>>. \nSicuramente non ci sentiremo pi\u00f9 ma questo incontro, anche se di poche ore, rimarr\u00e0 per molto nella mia testa.\nCon il socio sto arrampicando sulla parete della Cristalliera nell\u2019ennesima estate torrida, alle soste gli racconto di questo incontro ma non crede a quello che gli dico.\n&lt;&lt;Ma smettila di raccontare cazzate!!!  Voglio proprio vedere se una escort di alto bordo ti viene a raccontare la sua vita>>.\n&lt;&lt;Perch\u00e9??? Non c\u2019\u00e8 nulla da vergognarsi\u2026.\u00c8 una scelta che ha fatto consapevolmente, non \u00e8 stata costretta da nessuno, e poi piantala di essere bacchettone!!! Quello che fai lei \u00e8 un lavoro!! Anche con un poco di vocazione (lo canta anche Fabbri!), e con tanta attenzione alla parte relazionale. Sai mi ha detto, che il pi\u00f9 delle volte, se la sbrigano in pochi minuti e poi parlano per il resto del tempo\u2026Pi\u00f9 una seduta psicoanalitica che altro>>.\n&lt;&lt;Ma sentilo\u2026. Che sono quegli occhietti che luccicano?? Ti sei preso la scuffia della signora in tailleur??? Guarda che con quello che costa, duri un mese \u2026se va bene!!>> e ride come un pirla.\n&lt;&lt;Ma che scuffia e scuffia!!!\u2026certo \u00e8 una bellissima e interessantissima donna, ha mille e una dote, per\u00f2 siamo lontani anni luce e non ho sentito le \u201cfarfalle in pancia\u201d>>.\nSabato sera di met\u00e0 Ottobre, sono rientrato da un\u2019uscita alla Sbarua, sto mettendo a posto il materiale, dopo una salutare doccia e penso alla telefonata che dovr\u00f2 fare al socio per organizzarci per l\u2019indomani.\nIn quel mentre squilla il cellulare, il nome Robbi appare sullo schermo.\n&lt;&lt;Ciao, come stai? sono a Torino e domani sera dovrei ripartire per Roma ma siamo in autunno e tu mi hai raccontato che le Langhe sono bellissime in questo periodo>>.\n&lt;&lt;Oil\u00e0 Robbi\u2026.che sorpresona!!....accidenti, dammi un\u2019oretta e vengo a prenderti\u2026. Le langhe non sono belle in questa stagione, sono stupende!!...dammi il tempo di arrivare>>.\nMi vesto in fretta e furia e mentre avvio l\u2019auto, telefono al socio, gli racconto della telefonata e gli dico domani preferisco andare a passeggiare per colline.\n&lt;&lt;Bon\u2026.sei fatto!!! Comincio a dire in giro che vendi l\u2019attrezzatura\u2026.>>.\nLo mando a cagare e gli rispondo che l\u2019invidia \u00e8 una brutta malattia.\nContinuiamo a insultarci per qualche minuto e poi lui conclude la telefonata con la solita frase maschilista:\n&lt;&lt;Mi raccomando\u2026.fatti onore!!>>\nRido e lo mando a cagare per la seconda volta.\nRobbi mi attende all\u2019inizio di via Roma con un piccolo trolley; vestita sportiva \u00e8 ancora pi\u00f9 bella. Mi fermo sul lato del piazzale scendo per andarle incontro e ci abbracciamo come due amici di lungo corso.\nStiamo scendendo la collina che porta da La Morra a Barolo, e siamo inondati dalle luci dei paesi in lontananza.\nLa Robbi si guarda intorno e mi chiede di visitare qualche paese di cui ha sentito parlare.\nLe prometto che domani faremo un lungo giro nei dintorni e cos\u00ec visiter\u00e0 alcuni dei luoghi che mi ha citato, che sono sicuramente i borghi pi\u00f9 conosciuti ma, come a volte accade, non sono certamente i pi\u00f9 genuini e belli.\nArriviamo a casa la invito a prendere \u201cpossesso\u201d della mia camera da letto, io mi sposter\u00f2 nella \u201ccamera del casino\u201d.\n&lt;&lt;Una doccia veloce e sono pronta per cena>> e si chiude la porta dietro di s\u00e9.\nRiappare dopo mezz\u2019ora, sempre sportiva ma tirata a lucido!\nMi verrebbe voglia di portala a spasso per la citt\u00e0, farmi invidiare da tutti quelli che conosco e anche da quelli che non conosco\u2026poi penso che sia un\u2019idea idiota e decido di puntare all\u2019osteria su in collina.  \nLe cene autunnali, da queste parti, sono il festival delle prelibatezze e dei conti super salati! Pazienza ho gi\u00e0 deciso da tempo che non sar\u00f2 l\u2019uomo pi\u00f9 ricco del cimitero\u2026meglio non avere rimpianti.\nDi solito sono un ottimo ascoltatore ma questa volta la Robbi mi fa parlare come non mai. Le racconto la mia vita come se fosse una serie televisiva. Poi, mentre usciamo dall\u2019osteria, le chiedo di raccontarmi dei lei, non solo del suo lavoro.\nRobbi sorride e poi con calma comincia la sua di serie televisiva, da quando aveva 14 anni e uno zio aveva tentato di violentarla, al collegio dalle suore che l\u2019avevano quasi convinta a prendere i voti, al lavoro in fabbrica, alla maturit\u00e0 da studentessa\/lavoratrice, alla scelta di vita, al corso di laurea, ai fidanzati nascosti (non ho capito da cosa!!) sino ai giorni nostri. L\u2019ascolto attentamente anche perch\u00e9 la sua voce \u00e8 calda e molto \u201cnarrativa\u201d e la sua vita un romanzo che ti prende totalmente.\nRientriamo a casa, preparo una tisana per entrambi e, seduti sul divano, continua a parlare ed io ad ascoltare.\nPassa un tempo che pensavo breve ma che le lancette dell\u2019orologio a muro mi confermano che cos\u00ec non \u00e8!!\nIn quel momento Robbi si alza, mi viene vicino mi bacia sulla guancia.\n&lt;&lt; \u00c8 tardi.. vado a dormire, domani voglio vedere le Langhe di cui mi hai parlato e anche i posti di cui mi hanno raccontato altri\u2026.sono veramente stanca>>.\nQuel \u201cveramente stanca\u201d non lascia margini di replica\u2026.\n&lt;&lt;Ok\u2026 buona notte, domani mattina ti sveglio per la colazione casalinga>>.\n&lt;&lt;Si, va bene, bussa alla porta e poi dammi dieci minuti, vedrai che non mi far\u00f2 aspettare troppo>>.\nL\u2019indomani tutto avviene come da programma, compresa la ripresa del racconto della vita di Robbi che \u00e8 sempre pi\u00f9 accattivante e misterioso.\nAscolto e la osservo\u2026.ha un corpo bellissimo, \u201cperfettamente perfetto\u201d, di quelle bellezze mediterranee che non ho capito come mai siano nate in terra veneta\u2026ma magari qualche Saraceno ha lasciato una traccia del suo DNA. Ci\u00f2 nonostante quello che attizza di pi\u00f9 \u00e8 il calore della sua voce. Parla sommessamente, con calma ma con alti e bassi che si modulano con il racconto del momento, gesticola il giusto per evidenziare il passaggio o il pensiero che sta esprimendo. \nSono incantato ma, per fortuna, nessuna farfalla nello stomaco.\nGiriamo tutto il giorno tra Barolo, Monforte, Bossolasco, Sale Langhe, Dogliani e poi in direzione Torino.\nSiamo arrivati a Torino, alla Stazione di Porta Nuova, il Frecciarossa per Milano \u00e8 sul binario indicato; davanti alla porta d\u2019ingresso del vagone, si gira verso di me:\n&lt;&lt;Andiamo a fare il giro del Viso?? Me ne hanno parlato, dicono che sia bellissimo>>.\n&lt;&lt;Porca puzzola ma hai \u201camici\u201d che vanno in montagna??? Mi mancavano questi, di solito non sono ricchi abbastanza da permettersi un regalo come te>>.\n&lt;&lt;Tu che ne sai ??? mi porti oppure no???...mi devo organizzare, per tempo!>>\n&lt;&lt;Tesoro, adesso non \u00e8 proprio la stagione migliore, magari questa primavera, per\u00f2 OK, ti prometto che ci andremo, ma tu devi allenarti a camminare e poi dovremo pensare all\u2019attrezzatura\u2026.i tacchi a spillo sono meravigliosi su di te, ma su un sentiero fanno penare l\u2019inferno>>.\nSorride, viene verso di me, mi bacia sulle labbra e risale sul treno.\nDopo questo incontro, prendiamo a telefonarci una volta o due al mese, sempre la sera e sempre dopo il TG. \nParliamo come se non ci fosse un domani, alcune sere il timer del cellulare indica 80-90 minuti e non scendiamo mai sotto la mezz\u2019ora.\nParliamo di tutto ma soprattutto di noi.\nL\u2019ho convinta a darmi delle lezioni di filosofia e quindi mi ha regalato il Simposio di Socrate e lo commenta spiegandomi il pensiero filosofico del vecchiaccio impenitente e lussurioso. \nA volte le racconto delle salite in montagna o delle cascate di ghiaccio del fine settimana precedente, non pensavo si interessasse cos\u00ec a questi argomenti. Deve aver letto qualche libro o chiesto a qualche suo \u201camico\u201d alpinista cosa chiedermi per farmi contento..\nContinuiamo a telefonarci per tenerci aggiornati sulle nostre rispettive vite (apprendo un mucchio di cose sulla sfera emotiva delle donne) e per andare avanti nelle lezioni di Filosofia\u2026.\nUna sera affrontiamo l\u2019argomento della solitudine, siamo entrambi single, vero che durante la giornata abbiamo una vita molto intensa ma, la sera si ritorna a casa e si \u00e8 soli. Se dovessimo rappresentare questo \u201csoli\u201d con i 5 sensi cosa diremo? Abbiamo stilato un elenco insieme:\nOlfatto: entrare in casa e sentire il solo profumo del pulito, delle cose ordinate dalla governante\/badante Nessun odore di cucina, nessun profumo di altre presenze umane. Tutto perfettamente asettico.\nUdito: la radio sempre accesa, dalla musica ai telegiornali, una presenza costante di \u201crumore artificiale\u201d che sostituisce e nasconde l\u2019assenza di un parlottio tra persone.\nTatto: usare contorsionismi circensi per spalmarsi la crema sulla schiena graffiata dall\u2019ultima caduta o arrossata dal troppo sole, toccare gli oggetti e sentirli freddi.\nVista: osservare una stella molto piccola ma luminosa vista dal balcone di casa... Guardarla e pensare alla canzone di Eugenio Finardi (extraterrestre)\u2026, elemosinare, aspettare e sperare, da questa stella in cielo, cose irrealizzabili o adolescenziali.\nGusto: mangiare in fretta, perch\u00e9 non \u00e8 un momento bello e pi\u00f9 in fretta passa e meglio \u00e8  (mangiare in due \u00e8 un\u2019altra cosa\u2026.l\u00ec si va lenti perch\u00e9 ci si parla), per la poca voglia di cucinare, le ricette inventate ma non riuscite, il sapore delle sigarette fumate da soli sul balcone.\nUna sera mi chiede cosa \u00e8 la montagna per me.\nPrendo fiato e le annuncio che dovr\u00e0 pazientare parecchio nell\u2019ascoltarmi.\nLa montagna \u00e8 tutto quello che mi piace e desidero: la sfida con me stesso, la sofferenza, il gesto, l\u2019amicizia, l\u2019onest\u00e0, la correttezza, la complicit\u00e0 dei compagni di cordata, l\u2019allegria e la spensieratezza di prendersi in giro tra amici, il sapere di poter contare sull\u2019altro, perch\u00e9 la cordata \u00e8 una cosa sola che si muove sulla parete.\nLa montagna fa s\u00ec che la testa si stacchi dal resto del mondo, pretende concentrazione (pi\u00f9 \u00e8 difficile \u00e8 pi\u00f9 devi essere concentrato), pretende seriet\u00e0 perch\u00e9, se non sei preparato, non passi, pretende fantasia e senso di adattamento per gestire l\u2019imprevedibile, richiede forza mentale per non farsi sopraffare dalla paura, sempre necessaria, ma che non deve prendere il sopravento.\nLa montagna \u00e8 un rifugio per riprendere la vita in mano, per prendere fiato, per organizzare mentalmente quello che sar\u00e0 il giorno dopo.\nLa montagna \u00e8 senso di appartenenza a una comunit\u00e0 (arrampicatori e alpinisti) che si sfida quotidianamente, che riconosce, quasi in modo primitivo, il senso del clan, di chi arrampica pi\u00f9 forte, di chi \u00e8 pi\u00f9 bravo\u2026 ma che non \u00e8 competitivit\u00e0 ma senso di appartenenza a un mondo diverso dalla quotidianit\u00e0. Alla fin fine, non \u00e8 che un gioco infantile dove le relazioni interpersonali sono essenziali e determinanti perch\u00e9 la cordata si ricompone sempre con le stesse modalit\u00e0 e con le stesse persone.  \nMi interrompe proprio mentre stavo iniziando il rapporto montagna \u2013 psicologia, mio cavallo di battaglia\u2026.delle chiacchiere in bivacco.\n&lt;&lt;Ok, OK\u2026. Quando andiamo a fare il giro del Viso??>>.\nUltima settimana di giugno, meteo pazzesco, ci stanno gi\u00e0 le torride \u201ccaldazze africane\u201d e non si riesce ad andare a finire una via che ti prendi il temporale prima di calarti.\nTelefono alla Robbi. \n&lt;&lt;Settimana prossima \u2013 meteo permettendo \u2013 se ti trovi tre giorni liberi partiamo per il nostro giro intorno al Viso>>.\nLa settimana dopo siamo nel negozio di Teo, guida alpina e proprietario di un bellissimo negozio di materiale alpinistico.\nVedere la Robbi con gli scarponcini ai piedi e il vestitino elegante sopra \u00e8 uno spasso, Teo e io la prendiamo in giro facendola sfilare per tutta la lunghezza del negozio, ma non guardiamo gli scarponcini.\nZaino, bastoncini e scarponi sono il mio regalo\u2026 al resto pensa lei.\nPaga con la carta di credito, Teo sgrana gli occhi e dice che non aveva mai visto una VISA NERA\u2026\nUsciamo e Teo mi saluta pi\u00f9 calorosamente del solito\u2026ma non capisco se \u00e8 per la sfilata della Robbi o per aver visto il conto pagato dalla Visa Black.\nIl giorno dopo siamo a Castello in Val Varaita. Molliamo la macchina e cominciamo a camminare.\nRobbi \u00e8 parecchio che si allena, almeno due volte la settimana va a camminare e si \u00e8 iscritta a parecchie gite del CAI di Verona, saltandone almeno l\u201980% \u2026. Per\u00f2 mi dice essere in forma smagliante.\nPrendo un passo tranquillo, abbiamo parecchie ore davanti e il nostro obiettivo \u00e8 il rifugio Giacoletti, dove ho prenotato per dormire.\nSaliamo il vallone del Vallanta e poi giriamo a destra verso il Passo di San Chiaffredo, cerco di fare il cicerone con discrezione per non farla parlare troppo e rompere il fiato. Lei vorrebbe accelerare, le dico che \u00e8 meglio cominciare pian pianino.\nArriviamo al passo in perfetto orario e attraversiamo il pianoro del Gallarino sino all\u2019omonimo passo che ha ancora tracce del temporale della settimana scorsa, dopodich\u00e9 scendiamo verso il Quintino Sella.\nArrivati al Rifugio entriamo e ordiniamo un the caldo, parlo con il gestore e gli dico che andiamo verso il Giacoletti e dovremo arrivare l\u00ec per la cena.\nRipartiamo, questa volta il passo di Robbi \u00e8 pi\u00f9 lento di prima, non parla, non chiede nulla, mi giro verso di lei ma vedo che sorride e allora non mi preoccupo pi\u00f9 di tanto.\nCamminiamo in silenzio se non per chiederle di tanto in tanto come va\u2026eludo anche la fatidica domanda di &lt;&lt;quanto manca al rifugio??>>.\nScendiamo e poi saliamo seguendo il sentiero del GTA sino al Lago Chiaretto dove, poco dopo a sinistra, si stacca una traccia ben marcata e salendo sbuchiamo su un lungo e verde altopiano, camminiamo bene adesso, gli scarponcini affondano il loro battistrada su un sottile strato di erba.\nArriviamo a un grosso masso che ha una grande tetto\u2026probabilmente la sua sporgenza faceva da riparo ai pastori nella notte dei tempi.\nCi fermiamo e ne parlo alla Robbi.\nLei mi ascolta, sembra che immagini la scena dei tempi andati.\nMi tocca la spalla per farmi girare\u2026 \n&lt;&lt;Facciamo all\u2019amore??>>\nMi giro e penso di aver compreso male.\nLei lo capisce e mi ripete &lt;&lt;ti ho chiesto se facciamo all\u2019amore??>>\n&lt;&lt;Adesso?? Qui??>>\n&lt;&lt;Non vedo che problemi ci possano essere!>>\nEffettivamente nessun problema, anzi!\nNon ho idea di quanto tempo sia passato ma sicuramente ce la siamo presa comoda, sia cercando di costruirci un giaciglio decente, sia per una lentezza motoria, che non ricordavo pi\u00f9 dai tempi gloriosi, ma scomodissimi, della camporella. \nStiamo accoccolati sotto il masso, che chiss\u00e0 se ne aveva viste di cose simili, non parliamo ma cerchiamo di prolungare questo stare incollati l\u2019una all\u2019altro.\nArriviamo al Giacoletti giusto in tempo per darci una lavata e sederci a cena.\nSiamo in pochi e cos\u00ec abbiamo la possibilit\u00e0 di scambiare quattro chiacchere con gli altri avventori.\nChiedo alla Robbi se abbia mai dormito in un rifugio e mi risponde che ha dormito in una cabina di un grande veliero e che, superato il primo momento di claustrofobia, tutto era andato per il meglio.\nSar\u00e0 cos\u00ec come dice, ma poi non ne vuole sapere di salire nella cuccetta sopra la mia e si mette al mio fianco.\nLe dico che dormiremo scomodi, mi risponde che lei dormir\u00e0 di sicuro!\nNon riesco a dormire\u2026 la Robbi \u00e8 appiccicata come una tigella allo scoglio, lascio che si addormenti, il suo corpo \u00e8 caldo e avvolgente\u2026.scorro con la mano sui suoi fianchi e poi decido che \u00e8 meglio andare a dormire in un\u2019altra cuccetta.\nAl mattino colazione alle sette e dopo mezz\u2019ora stiamo salendo al Colle del Porco. Insegno alla Roby come infilarsi l\u2019imbrago minimalista (acquisto che avevo contestato\u2026ma le piaceva il colore!!), dopodich\u00e9 la lego allo spezzone di corda che mi sono portato. Le consiglio come salire tenendo la catena con una mano e con l\u2019altra cercare gli appigli sulla parete. Devo dire che se la cava alla grande per essere la prima volta che sale una mezza ferrata.\nOgni tanto vuole fermarsi, non tanto per prendere fiato ma per scattare qualche foto con il telefonino.\nLa giornata \u00e8 luminosa, non ci sono nuvole in giro\u2026 fa un gran caldo ma siamo contenti.\nArrivati al colle ci fermiamo per bere e mangiare una barretta. Le dico di tenere ancora l\u2019imbrago sino a quando il pendio che dovremo scendere non sar\u00e0 pi\u00f9 marcato dalla traccia e la faccio procedere davanti a me.\nScendiamo sino al sentiero principale e poi torniamo indietro, per qualche minuto, per andare al Refuge del Viso. Ci fermiamo una mezz\u2019ora per prendere fiato bevendo qualcosa di caldo, lei un\u2019altra barretta ed io la mia frutta secca.\nRipartiamo sul lungo pianoro sino a risalire il Passo del Vallanta, e poi, dopo un tempo che ci sembra eterno, al Rifugio Vallanta.\nL\u00ec troviamo una combriccola di ragazzotti, abbastanza sbronzi che fanno i pirlotti tra di loro spintonandosi e urlando come allo stadio. La ragazza del rifugio ci dice che, nonostante li abbia ripresi pi\u00f9 volte, fan cagnara da due ore. La Robbi esce da Rifugio e si dirige verso di loro; rimango spiazzato e non so se uscire anche io. \nVedo che parlottano e si sono messi in cerchio intorno a lei. Cazzo adesso mi tocca fare il \u201cfinto eroe\u201d e intervenire a salvarla.\nNon ho neanche il tempo di prepararmi all\u2019entrata scenica, che vedo la Robbi prendere il braccio di uno dei ragazzotti e piegarlo a 90 gradi verso di lui, mettendolo in ginocchio. Sento un grido di dolore e poi tutto si zittisce.\nVedo la Robbi che si piega verso il ragazzo e gli dice qualcosa, gli altri hanno allargato il cerchio e si stanno allontanando dai due.\nRobbi molla la presa e si allontana, stessa cosa fa il ragazzotto tenendosi il braccio dolorante con la mano libera e dirigendosi verso il resto del gruppo che riprende veloce gli zaini e si allontana dal rifugio.\nLa Robbi arriva da me e dalla ragazza del rifugio, anche lei basita per quello che aveva visto.\nLe chiedo &lt;&lt;ma che cazzo hai fatto??? Chi minchia sei??? Un agente delle teste di cuoio???>>\nSorride:\n&lt;&lt;Fa parte della formazione\u2026me la cavo con le arti marziali e con poche parole dette al momento giusto>>.\nRiprendiamo il cammino, oramai il passo \u00e8 quello che \u00e8, parliamo decisamente di pi\u00f9 e cerco di capire sta faccenda delle arti marziali ma lei non gradisce l\u2019argomento e cos\u00ec si ricorda che era rimasta in sospeso una lezione di filosofia che riprende immediatamente.\nArriviamo a Castello sfiniti, ho quasi voglia di dormire in macchina per non guidare sino a casa, ma poi la Robbi mi dice che il giorno successivo deve ripartire per Torino e ha voglia di rientrare.\nNon so se l\u2019abbia detto intenzionalmente o sia stata una mia interpretazione, ma andare a casa voleva dire anche altro e non mi sarei certo lasciato sfuggire un\u2019occasione simile.\nIl mattino dopo l\u2019accompagno a Porta Nuova. Durante il viaggio parliamo a lungo, di tutto e di nulla, facciamo progetti e al tempo stesso siamo spaventati di quello che stiamo dicendo e di tutte le cose che programmiamo di fare nell\u2019estate che sta arrivando. Non parliamo di ieri sera, tutto \u00e8 stato naturale e come se fosse normale tra di noi. Non ne parliamo ma ci guardiamo negli occhi come due ragazzini alla prima cotta. Ma non siamo ragazzini \u2026..\nNon vuole che l\u2019accompagni al binario, cos\u00ec accosto e scende dall\u2019auto, ci abbracciamo e ci baciamo, ci guardiamo negli occhi senza dire nulla.\nLei si allontana verso la Stazione e io risalgo in macchina.\nSono passati tre mesi, non sento la Robbi da quel mattino alla Stazione di Torino, ho provato a chiamarla ma ho sempre e solo trovato la segreteria telefonica, ho lasciato parecchi messaggi, ma non mi ha mai risposto.\nHo anche pensato di andare a Verona\u2026e poi?? Non so dove abiti e se abiti veramente l\u00ec\u2026. So poco o nulla delle cose normali di Robbi.\nAvevo sentito le farfalle nello stomaco\u2026o almeno cos\u00ec mi sembrava e volevo parlargliene, ma senza alcuna progettualit\u00e0\u2026solo per dirglielo.\n\u00c8 arrivato l\u2019autunno, una mattina, uscendo di casa, vedo nella buca delle lettere una cartolina, mi stupisco, saranno vent\u2019anni che non ne ricevo pi\u00f9\u2026.\nApro lo sportellino e la prendo in mano.\nDubai\u2026. La cartolina arriva di l\u00ec, mostra la piscina del Tribute Portfolio Hotel (cos\u00ec recita la scritta in alto) con i muri color oro (sar\u00e0 sicuramente colore e basta!!) e una ricchezza di arredi che straboccano da ogni dove; dalla vetrata si vedono i grattacieli della citt\u00e0.\nChe cavolo di pubblicit\u00e0 sar\u00e0 questa volta?\nGiro la cartolina:\n&lt;&lt;Magari in un\u2019altra vita\u2026Robbi>>\n\n\t\t\t\t\t\t\tGian Piero Porcheddu (gpp)\n<\/code><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiara Cogno e Gian Piero Porcheddu hanno aperto una nuova via a Rocca dei Nidi sopra Garessio in Valle Tanaro; la via non \u00e8 lontana dalla via &#8220;Le Infermiere Salveranno il Mondo&#8221;, recentemente recensita. 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