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ACONCAGUA ...sconcertante!...


  • Per cortesia connettiti per rispondere
15 risposte a questa discussione

#1 Liviell

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Inviato 18 February 2009 - 11:12 AM

Porto all'attenzione di Cuneoclimbing questa cosa che mi ha lasciato a dir poco inorridito.
Se ci penso mi viene la pelle d'oca dallo sgomento.
Leggete l'articolo e poi guardate il video....non credevo ai miei occhi, e preferisco per ora non fare commenti.

Questo il link: http://quotidianonet...ica_video.shtml

#2 Lorenz76

Lorenz76

    Lorenz

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Inviato 18 February 2009 - 11:31 AM

Hai ragione, penso che ogni commento sia superfluo
'Sì, quando anche l'ultimo indiano sarà andato, la Valle non esisterà più, ed avremo definitivamente assassinato la nostra cultura, quella di cui andavamo fieri un tempo ... Tra un anno, dieci o mai ... questo ora dipende solo da noi.'

#3 mahler

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Inviato 18 February 2009 - 11:37 AM

Se quello è il modo di portare soccorso andiamo bene! Riescono a tirare giù gente da 6, 7, 8000 metri, e questi che fanno? In più erano un bel po' di persone (bomboletta di ossigeno? diuretici e medico o infermiere? barella montabile a trascinamento? tend a d'emergenza? mha!).

#4 s111887

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Inviato 18 February 2009 - 11:45 AM

senza parole..

#5 Liviell

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Inviato 18 February 2009 - 12:28 PM

Ma dico io...questo sarebbe il risultato di secoli di storia che doveva portarci a diventare un popolo "civile" ????

Questi sono uomini? ..o mostri!?!

#6 pria

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  • Detto "Tre Palle"

Inviato 18 February 2009 - 01:27 PM

Lo tirano per la corda come se fosse al guinzaglio.
Pensa i parenti a vedere scene del genere.

#7 rikuflak

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Inviato 18 February 2009 - 07:03 PM

se questo e l'alpinismo.....se questo e lo spirito di gruppo......se questi sono i soccorsi.....all'ora preferisco i posti piu remoti dove i soccorsi non esistono nemmeno........non avrei mai pensato che ci fossero "persone" di questo stampo nell'alpinismo.

#8 tulliorock

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Inviato 18 February 2009 - 08:19 PM

quelli non si possono neppure definire uomini......tantomeno ALPINISTI.

#9 Jhonny-Lead

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Inviato 18 February 2009 - 08:27 PM

Visualizza Messaggiorikuflak, il Feb 18 2009, 07:04 PM, ha scritto:

se questo e l'alpinismo.....se questo e lo spirito di gruppo......se questi sono i soccorsi.....all'ora preferisco i posti piu remoti dove i soccorsi non esistono nemmeno........non avrei mai pensato che ci fossero "persone" di questo stampo nell'alpinismo.

come non quotare!!!!!!!!!!!!!!!!

che schifo di animali!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#10 dieghi

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Inviato 18 February 2009 - 10:19 PM

sono dei mostri

#11 gerba

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Inviato 18 February 2009 - 10:42 PM

no comment...
non tornare mai indietro
...neanche per prendere la rincorsa!

#12 Liviell

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Inviato 19 February 2009 - 07:58 AM

Spero che questo documento rimanga nella testa delle persone che lo hanno visto perchè devono ricordare cosa è in grado di fare l'uomo ad un suo simile... per non farlo mai a loro volta.

#13 Liviell

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Inviato 19 February 2009 - 02:48 PM

http://ilgiorno.ilso...callaggio.shtml

Ecco l'ultimo articolo uscito....
Piuttosto contrastante...certo questo fa ripensare a tutto, ma non mi toglierà mai l'orrore e lo schifo che ho provato e che provo rivedendomi in testa quelle scene...

...un'altra cosa mi ritorna in mente...e cioè che l'informazione è giunta ormai troppo in basso, e non si può più credere veramente a niente.
Già lo pensavo, ma questa volta ci sono cascato.

..non so più che dire.

#14 s111887

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Inviato 19 February 2009 - 03:13 PM

Posso capire le parole della ragazza sopravvissuta, non posso capire come si sta a quella quota e come sia difficili le operazioni di soccorso..

ma cio non toglie cosa ho visto.. cinque persone che guardavano un uomo morire senza muovere un dito...

#15 mahler

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Inviato 20 February 2009 - 11:28 AM

Perchè uno si trovi nella situazione di soccorso, come la ragazza che è tornata giù e di cui ho letto l'intervista, non è che si può porre a detentrice di verità. Per prima cosa il filmato è stato svelato al mondo per concessione ed autorizzazione dei genitori della guida, in modo che tutti vedessero quello accaduto; secondo per chi ha dimesticherzza di cose di montagna compreso operazioni di soccorso o intervento come il sottoscritto e tanti altri sparsi nel globo, nota la totale inefficenza, imperizia ed improvvisazione delle operazioni accadute; terzo sarebbe meglio sentir parlare dal punto di vista tecnico degli alpinisti veri e non un gruppo di escursionisti di alta montagna che credono di essere alpinisti (come spesso sono sono quelli che vanno all'Aconcagua), anche perchè credo che anche la loro inesperienza tecnica nell'affrontare certi luoghi e situazioni abbia compromesso la riuscita di quella gita col triste risultato di due morti finali. Quando le cose occorre dirle bisogna farlo e non nascondersi dietro un inutile velo solidaristico: forse a vedere e capire quel che accade piò aiutare altri a soppravvivere.

#16 dieghi

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Inviato 26 February 2009 - 09:32 PM

"Chi non sa di montagna non può giudicarci"

I soccorritori di Federico Campanini, la guida morta sull'Aconcagua, hanno scritto una lettera aperta al sito Aconcaguanow.com in cui respingono le accuse: "Le immagini trasmesse in tv non rendono l'idea della drammaticità di quei momenti"
Un momento del salvataggio (mancato) di Federico Campanini.
MILANO, 26 febbraio 2009 - I soccorritori dell'Aconcagua, finiti sotto inchiesta per la morte della guida argentina Federico Campanini dopo la diffusione delle immagini tv che hanno sgomentato il mondo, hanno diffuso sul sito www.aconcaguanow.com una lettera aperta su "L'infinità di commenti che il video ha provocato, giudizi emessi solo per aver visto pochi minuti di una situazione di soccorso nella quale numerose persone si sono giocate la vita, letteralmente (...) nel solo intento di salvarla ad altri. Come possono l'inesperto e il cittadino comune dare giudizi corretti, soltando vedendo alcuni minuti di una ripresa, guardandola 7000 metri più in basso, sulla propria tv?".
La lettera prosegue ricordando che tutto era iniziato 4000 minuti prima, con i quattro italiani e Campanini giunti tardi in vetta e poi persi nella bufera. La morte, per caduta di una cornice di neve, di Elena Senin. L'inizio dei soccorsi il giorno dopo, vani per mancanza di informazioni precise. L'avvistamento, anch'esso nella bufera, dall'elicottero (che rischia il disastro precipitando per decine di metri in un vuoto d'aria...) di almeno una persona viva, il formarsi quindi di squadre di volontari per dare aiuto a quella di soccorso. I quattro dispersi (tre italiani, salvati, e Campanini) infine ritrovati, sempre nella tempesta, 600 metri sotto la vetta e fuori da ogni via conosciuta. La decisione di soccorrerli tutti, senza fare scelte (come si fa invece negli ospedali, si sottolinea). La necessità di risalire in vetta per poter raggiungere la salvezza. La stanchezza di persone non allenate. La consapevolezza a un certo punto di non farcela più dopo dieci ore di sforzi. "Nessun uomo di montagna vorrebbe lasciar morire un compagno, ma quando non si può più, non si può più". Nel testo si ammette che ci sono molte cose da correggere, ma si afferma che si è trattato del primo incidente di quel tipo sull'Aconcagua.
gasport




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