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[RELAZIONE] Vallone di Sea Cresta della Cittadella Via Meneghin-Cotta


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4 risposte a questa discussione

#1 Glade

Glade

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Inviato 25 October 2010 - 08:47 PM

Inviata da: Glade Salita il: Sep 14 2010 11:12 PM Nella categoria: Alpinismo

Citazione

DIFFICOLTA': D+ (V+ - IV+/A1 obbl.)
ROCCIA: gneiss granitoide,ottima tranne qualche blocco instabile
SVILUPPO: 250m
NOTE: A. Cotta,I. Meneghin nel giugno 1981. E’ la marcata propaggine rocciosa che si stacca in direzione nord dalla punta centrale della Leitosa (2833m). E' possibile bivaccare al Gias Leitosa primo,dal quale l'attacco dello sperone dista una decina di minuti.
Bellissima salita in ambiente isolato,su ottima roccia molto fessurata.L’individuazione della via risulta abbastanza facile e logica.
Sulla via si trovano sette chiodi,soste comprese. Portare friend fino al 3 BD,doppi nelle misure più grandi,nut e una piccola scelta di chiodi per le soste.
Nonostante lo sperone sia esposto a nord,data la quota non molto elevata,è consigliabile effettuare la salita a fine stagione,quando la vegetazione meno rigogliosa non disturba l'avvicinamento e facilita la discesa.
In caso di improvviso maltempo la ritirata sulla via risulta molto difficoltosa,l'impegno globale è sostenuto.

AVVICINAMENTO:
Dal Santuario N.S. Signora di Loreto di Forno Alpi Graie,s’imbocca sul retro della costruzione,un sentierino segnato da bolli rossi che si inoltra nella boscaglia in direzione sud-ovest guadagnando un dosso che si segue fino ad attraversare il canale posto sulla destra. La traccia prosegue costeggiando delle bastionate rocciose.
Dopo aver attraversato il marcato canalone che scende in direzione del Masso di Nosferatu,il sentiero risale sotto la parete del Nano (freccia di vernice) e prosegue lungo la cengia rampa ascendente verso sud.
Con ripidi risvolti tra ontani e panoramiche terrazze, guadagnare una cengia erbosa, che rientra in direzione est allo sbocco del primo vallone di Leitosa.
A destra si nota l’orrido che incide la bastionata rocciosa sottostante e che ospita la cascata di Sputa spettro gully. Proseguire nel canale erboso - roccioso su una traccia ora meno evidente, salire a destra in mezzo agli ontani e uscire su una dorsale erbosa, aperta e priva di vegetazione (ometti). A questo punto la traccia che porta al Gias Leitosa primo (visibile poco più in alto alla base di una paretina), proseguirebbe sulla dorsale perdendosi però tra rocce e arbusti contorti (vedi discesa).
Conviene invece traversare agevolmente a destra sulla pietraia (meglio fare degli ometti per il ritorno, specialmente in caso di nebbia) e risalirla fino a incrociare un’ottima pista lastricata che proviene dal Gias Leitosa primo.
La si segue verso sud ( in direzione dell’alto Vallone di Sea) fino alla base dello sperone nord della Cresta della Cittadella.
Con pochi metri di pendio erboso si guadagna la base dello sperone dove attacca la via, proprio in corrispondenza di un masso tavolare dove si lasciano gli zaini (2 ore da Forno).

ARRAMPICATA:

L1: Attaccare il punto più basso dello sperone, in corrispondenza di un evidente diedro all’inizio poco definito (chiodo alla base). Alzarsi sulla sua faccia destra e poi raggiungerne la fessura di fondo. Salire una bella lama a sinistra di un pilastrino monolitico e, in corrispondenza di un tratto un po’ aggettante e più difficile, traversare a sinistra uscendo facilmente su una parete gradinata (IV+ continuo). Sostare quindi alla base del diedro successivo S1 (1 chiodo in posto).
L2: Ripartire nel diedro appoggiato e fessurato (IV), vincere in alto una piccola strozzatura (V-) e proseguire per facili blocchi rocciosi, uscendo sulla cengia rampa erbosa inclinata già visibile dalla base (S2 da attrezzare su blocchi,possibile via di fuga seguendo la cengia in discesa verso destra)
L3: questa lunghezza di oltre 40 metri non presenta una via obbligata,Andare allora in un diedro di rocce rotte, situato a destra di un grande masso squadrato e monolitico (III). Puntare al centro dell’ampia parete in direzione di un piccolo diedro fessurato; rimontarlo (V-) e poi seguire una lama articolata (IV+) fino a una zona di rocce gradinate. Superare un’ultima strozzatura costituita da un blocco appoggiato e uscire su una terrazza alla base di una parete verticale solcata da due fessure parallele S3 (1 chiodo in posto).
L4: Attaccare la fessura di destra e superarla con duri incastri (V+ molto sostenuto); vincere un tratto più facile (V) e uscire a destra de filo dello sperone ove si attrezza una sosta su comode clessidre e blocchi S4.
L5: Proseguire facilmente per rocce rotte e poi salire verticalmente appena a destra dell’articolato sperone nord (IV). Vincere un tratto un po’ aggettante ma con ottimi appigli (IV+) e sostare su alcune clessidre alla base di una stele monolitica S5 (lunghezza di 50 m).
L6: A questo punto si è alla base della placca triangolare che caratterizza il secondo terzo dello sperone. Il suo spigolo destro origina una successione di diedri giallastri, verticali e articolati. Salire allora nel diedro,utilizzando delle ottime lame. Vincere un tratto delicato ed esposto (IV+,1 chiodo con cordino visibile dal basso e un nut incastrato) e portarsi nel cuore del diedro, ora più compatto e dalla esile fessura di fondo. Salirlo con dura opposizione (utili nut piccoli,V e V+,sostenuto), uscendo con i piedi su di un’esile cornice che ne caratterizza la sua faccia destra. Traversare a destra per afferrare uno spigolo (V,delicato e senza nessuna possibilità di protezione dall'uscita del diedro) e, con un passo in discesa molto esposto, raggiungere un pulpito di sosta. S6 da attrezzare su nut e friend.
L7: direttamente sopra la sosta, vincere una fessura articolata e riportarsi nel diedro di sinistra. Seguirlo fedelmente e superare un’interruzione della sua fessura di fondo con appigli un po’ alti (V,1 chiodo). Oltrepassare con cautela alcune lastre pericolose e, sotto una serie di tetti che chiudono il diedro, raggiungerne lo spigolo destro e fare un passo in discesa. Traversare un tratto strapiombante molto esposto e rimontare per grosse lastre fino a raggiungere uno scomodo pulpito dove attrezzare la S7 (V sostenuto per l'intera lunghezza). Conviene sostare un po’ in alto per eliminare parte dell’attrito delle corde.
L8: Traversare a destra un ballatoio, vincere un gradino faticoso, facendo attenzione ad alcuni massi instabili in uscita (IV+). A questo punto la via originale percorre un corto diedro giallastro a destra del filo dello sperone, proseguendo poi per blocchi accatastati (IV+).
In alternativa proseguire a sinistra del diedro giallastro, superare un tratto strapiombate provvisto di una esile lama da afferrare a destra (V+) e uscire su una terrazza proprio sul filo dello sperone nord. Scalare la parete verticale successiva su roccia lavorata per circa sei metri (V e nessuna possibilità di protezione), raggiungendo il punto di sosta alla base della grande placca terminale S8 (1 chiodo in posto).
L9: Salire la placca lavorata e a destra entrare in un corto diedro dall’inizio un po’ strapiombante. Vincerlo (V) e proseguire con divertente arrampicata sulla placca fessurata superiore(IV+,2 chiodi). Al termine, andare a destra in direzione di una nicchia evidente, proprio sul bordo destro dello sperone. S9 da attrezzare su friend.
L10: Superare la strozzatura sopra la nicchia (IV+) e poi una zona disturbata da ciuffi erbosi. Piegare a sinistra su una cengia con rododendri, vincere alcuni gradini rocciosi e uscire sul pendio finale dove si sosta su blocchi S1 (ometto di pietre).

DISCESA:
Risalire tutta la Cresta della Cittadella, seguendo una comoda pista di camosci.
Abbassarsi alcuni metri e ignorare il canale che si apre a destra, molto ripido e interessato da blocchi instabili.
Proseguire sul dosso erboso che rappresenta la naturale prosecuzione della Cittadella, sempre lungo un’ottima pista di camosci.
Raggiungere infine una depressione ingombra di massi che si apre a vista del secondo vallone della Leitosa a quota 2350 m circa.
Di fronte, si presenta uno spettacolo meraviglioso con il severo e ripido versante della Leitosa Centrale. Scendere allora al meglio per ripidi prati e cenge, raggiungendo il filo della evidente morena che si abbassa verso lo sbocco del vallone.
Percorrerla fedelmente, evitando di scendere nei due canali detritici che la fiancheggiano. Raggiunta una zona di fitti ontani, scendere allora agevolmente nel canale di sinistra guardando verso valle (quello di destra è interessato da salti difficili da superare).
Percorrerlo senza difficoltà fino a quando questo curva decisamente a destra. Sarebbe a questo punto possibile proseguire ancora per un breve tratto, cercando di incrociare la traccia che lo attraversa provenendo dal Gias Leitosa secondo.
Tuttavia, essa nel canale risulta poco evidente specialmente in presenza di nebbia, esponendo al rischio di scendere troppo in basso sul ciglio dei salti ubicati a destra dello Specchio di Iside e della Parete degli Hobbit. Quando il canale curva, andare allora a destra, traversare brevemente e scendere un tratto di fitti ontani per una cinquantina di metri.
Guadagnare il canale detritico posto a destra della lunga cresta morenica avendone così evitato un tratto scosceso poco a monte. Scendere ancora brevemente e reperire a destra del canale una placca inclinata con bollino di vernice arancione, che agevolmente consente di guadagnare la vecchia traccia che collegava i due Gias Leitosa (attenzione anche in questo caso a non scendere troppo nel canale!!).
In pochi minuti siamo così nuovamente alla base dello sperone nord e agli zaini. (ore 1,30 dall’uscita della via). Riprendere il bel passaggio lastricato sulla pietraia e abbandonarlo seguendo gli ometti fatti sulla pietraia.
Andare ancora a destra per alcuni metri avendo ripreso l’evidente traccia che si abbassa nel canale erboso e roccioso e che, dopo un centinaio di metri, lo abbandona sulla sua sponda destra idrografica per reperire la caratteristica cengia che riporta all’imbocco del primo vallone di Leitosa. Di qui,seguire a ritroso la traccia percorsa durante l'avvicinamento. Tramite questa, facilmente si rientra a Forno A.G. (ore 1,30 dalla base dello sperone della Cittadella.
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#2 Lorenz76

Lorenz76

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Inviato 25 October 2010 - 08:51 PM

Grazie Mattia !

Bella relazione, ma soprattutto bella salita condita di sana avventura!

:applauso-01:
'Sì, quando anche l'ultimo indiano sarà andato, la Valle non esisterà più, ed avremo definitivamente assassinato la nostra cultura, quella di cui andavamo fieri un tempo ... Tra un anno, dieci o mai ... questo ora dipende solo da noi.'

#3 lupusinfabula

lupusinfabula

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Inviato 25 October 2010 - 10:42 PM

complimenti! :applauso-01:
il Maestro ci guardò e disse "il Marcio scorre potente in voi"..

#4 pria

pria

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  • Detto "Tre Palle"

Inviato 25 October 2010 - 10:45 PM

Bravo Mattia! Immagine inserita

#5 tulliorock

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Inviato 26 October 2010 - 09:16 PM

grande Mattia!! :pallanatale-01:

però hai omesso dalla relazione la variante Lepre :dimenticanza-01:




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