Citazione
SCHEDA TECNICA
primi salitori: Ugo Manera, Gian Piero Motti e Vincenzo Pasquali il 16 maggio 1971
quota partenza (m.):
quota vetta (m.):
sviluppo: 195 metri
tempo di salita: 3-4 ore
difficoltà: TD; 6b max; V+ obb
esposizione: est
località partenza: Chiappera
punti appoggio: La Tavernetta di Diego, località Saretto (Acceglio)
periodi dell'anno consigliati: da maggio a ottobre
materiale: 1 serie di friend fino al 3, 1 serie di nut
vedi anche: Il Gruppo Castello-Provenzale di G. Massari; il libro delle vie consultabile presso la Tavernetta di Diego
ACCESSO STRADALE E AVVICINAMENTO
Risalire la Valle Maira fino a Chiappera, frazione di Acceglio. Al bivio per il campeggio Campo Base mantenere la destra e proseguire sulla carrozzabile (prima asfaltata poi sterrata) che porta alle Grange Collet. Posteggiare l'auto in uno spiazzo sulla destra e imboccare il sentiero che, costeggiando il versante est del gruppo Castello-Provenzale, conduce al colle del Greguri. Giunti in prossimità della Punta Figari, abbandonare il sentiero e per pietraia portarsi ai piedi della parete. L'attacco è situato alla base di un diedro rossastro chiuso da un grande tetto. Chiodo con cordone visibile a circa 15 metri da terra.
In alternativa raggiungere le Grange Collet con l'automobile e da qui il colle Greguri a piedi; quindi scendere a piedi costeggiando la parete fino all'attacco.
ROCCIA
Quarzite, molto solida e ben proteggibile
CHIODATURA
Soste a spit predisposte per eventuale calata in doppia. Lungo i tiri si trovano molti chiodi e qualche spit nei primi tre tiri; inoltre è quasi sempre possibile integrare con facilità. Prestare attenzione a inizio stagione, quando il gelo nelle fessure potrebbe aver spinto i chiodi verso l'esterno: meglio munirsi di martello per ribatterli.
Per ulteriori informazioni su come arrivare visitate la mappa di Cuneoclimbing.it
DESCRIZIONE
Salita:
L1: salire la parete rossastra fino sotto allo strapiombo che si supera a destra. Proseguire nella bella fessura fino alla sosta. 6B; 40 metri (3 spit + chiodi)
L2: dalla sosta attraversare a destra per 5-6 metri; proseguire in verticale in un vago diedrino (chiodi) e poi ritornare a sinistra in orizzontale (spit visibile). Continuare il traverso fino a trovarsi poco oltre la verticale di S1, puntando a un diedrino rossastro che si risale per alcuni metri (attenzione a qualche masso instabile). V+; 35 metri
L3: proseguire nel diedro e al termine di questo in diagonale verso sinistra (spit). Sosta in una nicchia rossastra in comune con le vie Overfigari e Serpente Rosa. V-; 25 metri
L4: risalire il diedro a sinistra della sosta, poi proseguire in verticale verso una facile e bella fessura che si segue fino al termine (sosta a destra). V; 30 metri
L5: qualche metro in diagonale verso sinistra poi risalire la larga fessura che conduce alla sosta alla base di un largo camino. V-; 20 metri (concatenabile con L4)
L6: alzarsi in opposizione nel camino, superare il piccolo strapiombo e poi proseguire nella spaccatura fino alla cresta terminale. Attraversare a destra su di un terrazzino (chiodo) e salire gli ultimi facili metri che portano alla sosta sulla cima. V; 45 metri
Discesa: in doppia sulla via oppure da S6 spostarsi di qualche metro a destra sulla facile cresta e reperire i cordoni di calata. Con una doppia da 45 metri scendere sula cengia che contorna il versante ovest della Figari; risalire quindi fino alla Forcella Provenzale. Da qui 2 calate da 30 metri e una da 60 metri permettono di raggiungere la base della parete (soste a spit con catene).
Commenti personali: bella via che offre un'arrampicata elegante, logica ed estetica. Cerca con sapienza i punti deboli della parete; dopo il primo tiro le difficoltà si abbattono notevolmente e si apprezza in pieno il piacere della scalata. La prima ripetizione in libera della via (1978) è firmata dal grande Sergio Savio, quasi sicuramente l'alpinista più forte che sia stato attivo nel Gruppo Castello-Provenzale.
Autore: Lupus
primi salitori: Ugo Manera, Gian Piero Motti e Vincenzo Pasquali il 16 maggio 1971
quota partenza (m.):
quota vetta (m.):
sviluppo: 195 metri
tempo di salita: 3-4 ore
difficoltà: TD; 6b max; V+ obb
esposizione: est
località partenza: Chiappera
punti appoggio: La Tavernetta di Diego, località Saretto (Acceglio)
periodi dell'anno consigliati: da maggio a ottobre
materiale: 1 serie di friend fino al 3, 1 serie di nut
vedi anche: Il Gruppo Castello-Provenzale di G. Massari; il libro delle vie consultabile presso la Tavernetta di Diego
ACCESSO STRADALE E AVVICINAMENTO
Risalire la Valle Maira fino a Chiappera, frazione di Acceglio. Al bivio per il campeggio Campo Base mantenere la destra e proseguire sulla carrozzabile (prima asfaltata poi sterrata) che porta alle Grange Collet. Posteggiare l'auto in uno spiazzo sulla destra e imboccare il sentiero che, costeggiando il versante est del gruppo Castello-Provenzale, conduce al colle del Greguri. Giunti in prossimità della Punta Figari, abbandonare il sentiero e per pietraia portarsi ai piedi della parete. L'attacco è situato alla base di un diedro rossastro chiuso da un grande tetto. Chiodo con cordone visibile a circa 15 metri da terra.
In alternativa raggiungere le Grange Collet con l'automobile e da qui il colle Greguri a piedi; quindi scendere a piedi costeggiando la parete fino all'attacco.
ROCCIA
Quarzite, molto solida e ben proteggibile
CHIODATURA
Soste a spit predisposte per eventuale calata in doppia. Lungo i tiri si trovano molti chiodi e qualche spit nei primi tre tiri; inoltre è quasi sempre possibile integrare con facilità. Prestare attenzione a inizio stagione, quando il gelo nelle fessure potrebbe aver spinto i chiodi verso l'esterno: meglio munirsi di martello per ribatterli.
Per ulteriori informazioni su come arrivare visitate la mappa di Cuneoclimbing.it
DESCRIZIONE
Salita:
L1: salire la parete rossastra fino sotto allo strapiombo che si supera a destra. Proseguire nella bella fessura fino alla sosta. 6B; 40 metri (3 spit + chiodi)
L2: dalla sosta attraversare a destra per 5-6 metri; proseguire in verticale in un vago diedrino (chiodi) e poi ritornare a sinistra in orizzontale (spit visibile). Continuare il traverso fino a trovarsi poco oltre la verticale di S1, puntando a un diedrino rossastro che si risale per alcuni metri (attenzione a qualche masso instabile). V+; 35 metri
L3: proseguire nel diedro e al termine di questo in diagonale verso sinistra (spit). Sosta in una nicchia rossastra in comune con le vie Overfigari e Serpente Rosa. V-; 25 metri
L4: risalire il diedro a sinistra della sosta, poi proseguire in verticale verso una facile e bella fessura che si segue fino al termine (sosta a destra). V; 30 metri
L5: qualche metro in diagonale verso sinistra poi risalire la larga fessura che conduce alla sosta alla base di un largo camino. V-; 20 metri (concatenabile con L4)
L6: alzarsi in opposizione nel camino, superare il piccolo strapiombo e poi proseguire nella spaccatura fino alla cresta terminale. Attraversare a destra su di un terrazzino (chiodo) e salire gli ultimi facili metri che portano alla sosta sulla cima. V; 45 metri
Discesa: in doppia sulla via oppure da S6 spostarsi di qualche metro a destra sulla facile cresta e reperire i cordoni di calata. Con una doppia da 45 metri scendere sula cengia che contorna il versante ovest della Figari; risalire quindi fino alla Forcella Provenzale. Da qui 2 calate da 30 metri e una da 60 metri permettono di raggiungere la base della parete (soste a spit con catene).
Commenti personali: bella via che offre un'arrampicata elegante, logica ed estetica. Cerca con sapienza i punti deboli della parete; dopo il primo tiro le difficoltà si abbattono notevolmente e si apprezza in pieno il piacere della scalata. La prima ripetizione in libera della via (1978) è firmata dal grande Sergio Savio, quasi sicuramente l'alpinista più forte che sia stato attivo nel Gruppo Castello-Provenzale.
Autore: Lupus
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