Citazione
SCHEDA TECNICA
primi salitori: V. De Cessole con J. Plent e A. Ghigo 22 agosto 1903
quota partenza (m.):
quota vetta (m.): 3050 m
Sviluppo (m.): 400 m
tempo di salita: 4-5 ore
difficoltà: D (IV+ max)
esposizione: S-O
località partenza: Gias delle Mosche
punti appoggio: Rifugio Bozano
periodi dell'anno consigliati: estate
materiale: una serie di friends dallo 0,3 al 2 e una serie di nut; eventualmente un martello per ribattere i chiodi.
vedi anche: libro delle vie presso il rifugio Bozano; Nelle Alpi del sole di A. Parodi
ACCESSO STRADALE E AVVICINAMENTO
Da Cuneo si risale la Valle Gesso fino alle Terme di Valdieri. Risalire la strada a tratti dissestata che
conduce al Gias delle Mosche (1590 m). Posteggiata l'auto si imbocca il sentiero che porta al rifugio Bozano.
Dal rifugio con tracce di sentiero risalire tutta la pietraia in direzione della cima; quando la pietraia termina girare poi a sinistra (freccia gialla) e per un vago canale di rocce articolate, ma esposte raggiungere la cengia mediana (II).
Percorrere il sentierino fino ad individuare l'attacco della via costituito da un diedro nerastro posto sotto un grosso tetto orizzontale.
Per ulteriori informazioni su come arrivare visitate la mappa di Cuneoclimbing.it
ROCCIA
Gneis granitoide
CHIODATURA
Le soste sono attrezzate a spit da collegare; sui tiri sono presenti spit e chiodi.
DESCRIZIONE
Salita:
L1: dalla terrazza basale salire un diedro inclinato, poi un secondo diedro più verticale che si trasforma in canale fino ad una terrazza (sosta a spit) IV
L2: salire il diedro-canale a sinistra della sosta, poi su placche più facili fino alla sosta a spit III
L3: individuare lo spit sopra la sosta e compiere un lungo traverso verso destra (sosta a spit) III
L4: continuare il traverso verso destra fino alla vena di quarzo (sosta su spit e chiodo) III – volendo si possono unire L3 e L4
L5: dalla sosta salire il camino di destra, poi per placca articolata (sosta intermedia a spit) fino ad camino che si supera sulla destra per massi incastrati; una rampa inclinata porta ad una comoda terrazza (sosta a spit) IV
L6: attaccare la faccia sinistra del diedro che immette in una bellissima placca verticale, il famoso 'mauvais pas' tiro chiave della via (sosta a spit) IV+
L7: salire il diedro sopra la sosta superando un breve strapiombo, obliquando poi verso sinistra fino ad un terrazzino IV (sosta su spit e clessidra)
L8: obliquare verso destra per superare un breve tettino, poi sempre in traverso verso destra fino ad entrare in un canale III+ (sosta su chiodi)
L9: risalire il canale prestando attenzione alle pietre instabili e sostare su spuntone II
L10: portarsi alla base dell'ultimo salto (sosta a spit facoltativa) e per placche lavorate raggiungere il pianoro sommitale III (sosta da allestire su blocchi)
NB: il canale di L9 può essere evitato salendo lo sperone alla sua sinistra (un solo spit di indicazione e placche da proteggere); variante da noi non seguita.
Discesa: discendere il pianoro sommitale fino a reperire gli ancoraggi di calata della via Campia o
quelli più recenti posti poco più a monte (ometto e corda fissa per scendere di qualche metro e raggiungere la prima calata). Quattro doppie pressoché verticali a basso rischio di incastro e una in obliquo permettono di raggiungere la cengia mediana; si attrezza ancora una calata di 60 m che raggiungere la pietraia.
Commenti personali: Bella via di stampo alpinistico con percorso logico, ma da ricercare; con una serie di friends e nut si può fare a meno di rinviare buona parte degli spit.
Il Mauvais pas è un bellissimo tiro, sarei proprio curioso di vedere come verrebbe gradato in una falesia moderna ...
Autore: Lorenz
primi salitori: V. De Cessole con J. Plent e A. Ghigo 22 agosto 1903
quota partenza (m.):
quota vetta (m.): 3050 m
Sviluppo (m.): 400 m
tempo di salita: 4-5 ore
difficoltà: D (IV+ max)
esposizione: S-O
località partenza: Gias delle Mosche
punti appoggio: Rifugio Bozano
periodi dell'anno consigliati: estate
materiale: una serie di friends dallo 0,3 al 2 e una serie di nut; eventualmente un martello per ribattere i chiodi.
vedi anche: libro delle vie presso il rifugio Bozano; Nelle Alpi del sole di A. Parodi
ACCESSO STRADALE E AVVICINAMENTO
Da Cuneo si risale la Valle Gesso fino alle Terme di Valdieri. Risalire la strada a tratti dissestata che
conduce al Gias delle Mosche (1590 m). Posteggiata l'auto si imbocca il sentiero che porta al rifugio Bozano.
Dal rifugio con tracce di sentiero risalire tutta la pietraia in direzione della cima; quando la pietraia termina girare poi a sinistra (freccia gialla) e per un vago canale di rocce articolate, ma esposte raggiungere la cengia mediana (II).
Percorrere il sentierino fino ad individuare l'attacco della via costituito da un diedro nerastro posto sotto un grosso tetto orizzontale.
Per ulteriori informazioni su come arrivare visitate la mappa di Cuneoclimbing.it
ROCCIA
Gneis granitoide
CHIODATURA
Le soste sono attrezzate a spit da collegare; sui tiri sono presenti spit e chiodi.
DESCRIZIONE
Salita:
L1: dalla terrazza basale salire un diedro inclinato, poi un secondo diedro più verticale che si trasforma in canale fino ad una terrazza (sosta a spit) IV
L2: salire il diedro-canale a sinistra della sosta, poi su placche più facili fino alla sosta a spit III
L3: individuare lo spit sopra la sosta e compiere un lungo traverso verso destra (sosta a spit) III
L4: continuare il traverso verso destra fino alla vena di quarzo (sosta su spit e chiodo) III – volendo si possono unire L3 e L4
L5: dalla sosta salire il camino di destra, poi per placca articolata (sosta intermedia a spit) fino ad camino che si supera sulla destra per massi incastrati; una rampa inclinata porta ad una comoda terrazza (sosta a spit) IV
L6: attaccare la faccia sinistra del diedro che immette in una bellissima placca verticale, il famoso 'mauvais pas' tiro chiave della via (sosta a spit) IV+
L7: salire il diedro sopra la sosta superando un breve strapiombo, obliquando poi verso sinistra fino ad un terrazzino IV (sosta su spit e clessidra)
L8: obliquare verso destra per superare un breve tettino, poi sempre in traverso verso destra fino ad entrare in un canale III+ (sosta su chiodi)
L9: risalire il canale prestando attenzione alle pietre instabili e sostare su spuntone II
L10: portarsi alla base dell'ultimo salto (sosta a spit facoltativa) e per placche lavorate raggiungere il pianoro sommitale III (sosta da allestire su blocchi)
NB: il canale di L9 può essere evitato salendo lo sperone alla sua sinistra (un solo spit di indicazione e placche da proteggere); variante da noi non seguita.
Discesa: discendere il pianoro sommitale fino a reperire gli ancoraggi di calata della via Campia o
quelli più recenti posti poco più a monte (ometto e corda fissa per scendere di qualche metro e raggiungere la prima calata). Quattro doppie pressoché verticali a basso rischio di incastro e una in obliquo permettono di raggiungere la cengia mediana; si attrezza ancora una calata di 60 m che raggiungere la pietraia.
Commenti personali: Bella via di stampo alpinistico con percorso logico, ma da ricercare; con una serie di friends e nut si può fare a meno di rinviare buona parte degli spit.
Il Mauvais pas è un bellissimo tiro, sarei proprio curioso di vedere come verrebbe gradato in una falesia moderna ...
Autore: Lorenz
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