Giovedì, Marzo 23, 2017



Cubin

E fare del bouldering a Miroglio?

Tempo fa Giova Massari mi portò a Miroglio, storica falesia No Big della valle Maudagna, a provare dei blocchi che aveva aperto lì nel bosco, o in mezzo ai torrioni della falesia. Alcune erano vere e proprie vie, rivisitate in ottica bouldering, altri erano massi a micro tacche stupendi. Bene, dato che proprio questa è la stagione migliore per andarci, vi ripropongo il video che girammo quella giornata. I blocchi sono quarzite ottima e molto solida, con propensione ai passi tecnici ma con delle perle di power che valgono proprio la pena. Le difficoltà sono molto variegate, per il momento fino al 7b+ ma con diversi progetti interessanti. E non solo! A presto uscirà la guida cartacea, comprensiva di parte falesia e parte boulder, per Blu Edizioni e con il patrocinio del Comune di Mondovì. Qui di sotto vi metto un assaggino di un paio di linee che potete trovare, solo per invitarvi a fare un giro in un posto che non sia uno dei soliti.

La foto si riferisce al muro sotto il torrione chiamato Bausomat, o “Tetto Banana” (il grosso tetto con fessura ad incastro dopo il torrione G). Lì mi porterò dietro uno dei più bei ricordi di una giornata di blocchi, nel giorno in cui ho aperto il 7b “Parlando con Manolo” (nel video).

Eravamo Giova, Ema ed io che parlavamo del più e del meno, quando Giova iniziò una frase con “l’altro giorno, parlando con Manolo..”. Io lo guardai stupefatto e risposi scherzando “Anch’io, parlando con Jerry Moffatt.. “ e da lì nacque il tormentone della giornata. Ma il bello è che Giova andò a raccontare del passaggio a Manolo himself, che si disse onorato della dedica. 

Vabbé, bando alle ciance ed ecco a voi foto e video, in attesa della guida.. uscirà per Natale, magari babbo Giova ve la lascerà sotto l’albero! 

miro1

  1. 5c sit start 
  2. 5c+ sit start 
  3. 6b sit start 
  4. Parlando con Manolo 7b (stand start con verticale dx e rovescio sx) 
  5. Alta quota 7a+ sit start 

I passi 4 e 5 si possono toppare anche solo alla grossa presa, per gli altri godetevi l'uscita expo! 

Andateci un pomeriggio per staccare dai soliti project, divertimento assicurato!  

Paulo 

 

Tetti Lup Update 2016

mappa2

  1. Magic Land (8a) e Jumpy Jumper (8a)  
  2. La piramide (passi medio-facili un po' sporchi) 
  3. Taser (traverso sul 7b) 
  4. Il mostro (7c+) 
  5. Lo scudo (7b expo di Giova Massari del 1988), Presa d'oriente (7b) e altri passaggi 
  6. Il segaiolo (7a+), Ratul /7b+), Le dita di Cristo (7c+) 
  7. Atreju (7c) 

Ecco a voi un update della zona boulder di Tetti Lup alto (Luppertal), finalmente.. E’ una zona un po’ dimenticata, il settore basso ha qualche perla difficilmente agibile di cui avevo fatto il Topo online qualche anno fa, il settore alto è i più interessante ma la vegetazione è fitta, i passi sono sparsi (anche i massi) e manca una guida pdf su cui basarsi. Quindi.. in attesa di fare un bel pdf scaricabile, o meglio una guida cartacea della Valle Gesso lato della Valletta (come abbiamo fatto per il lato di Entracque), accontentiamoci delle info e dei video, peraltro strepitosi che vengono divulgati dagli apritori più attivi.

Per apritori più attivi intendo, almeno qui (ma non solo) il furente duo Penna/Tallone, che proprio nella zona Tetti Lup alta ha aperto dei passi da 5 stelle e più..

Il primo in ordine cronologico è la King Line de “Il Mostro”, 7c+ un po’ expo che si trova nell’omonimo masso raggiungibile tirando dritto per dritto nel bosco sopra al masso dove ci sono Magic Land e Jumpy Jumper, gli 8a del Core (ora un po' dimenticati perché c'è sempre acqua sotto..), lasciando sulla sinistra lo strapiombo col traverso di "Taser" (7b) . Il Mostro è un pannello a tacche perfetto, la base è stata sistemata ma ci vanno comunque almeno 4 pads, le tacche sono piccole o medie e decisamente distanti, con ribaltamento abbastanza in alto. Uno dei passi più belli della valle e della Provincia. Ecco il video:

Di recente il dinamico Duo si è spostato anche nella zona leggermente a monte, dove ci sono i miei vecchi passaggi “Il segaiolo” (7a+), Atreju (7c) e altri.. Sono nati così altri 2 passaggi molto belli, “Ratul” 7b+ proprio in fronte al segaiolo e “Le dita di Cristo” 7c+, che col segaiolo condivide la partenza ma si sposta sulla destra a tenere tacche micro che più micro non si può (già il nome del passo è evocativo). Ecco un videazzo online anche di questo passo:

Vi prometto che al più presto uno schemino dell’area con le indicazioni per i passi più significativi lo pubblico, parola di lupetto! Per ora tenete questo in testa all'articolo.. e la mappa generale dei settori in fondo. E grazie ancora a Sandro e Andrea per lo sbatti che si fanno nella fanatica ricerca di linee nuove!

Mappa settore Gesso Valletta 

Alla prossima! 

   

Novità in Valle Grana parte 1: Parvo Boulder

parvo1

Fatta eccezione per i massi della Luna (vedete precedente post), che è un sito blocchi di livello potenzialmente mondiale, il mio sito boulder preferito è sicuramente quello composto dai massi di Rocca Parvo, sopra Castelmagno, in valle Grana.

La magia che permea quelle rocce di dolomia, figlie della parete soprastante della rocca Parvo, che incombe sulle teste dei piccoli boulderisti, mi ha catturato dalla prima visita. Questo oltre al fatto che i blocchi giacciono proprio lì, a bordo strada, senza richiedere ulteriore avvicinamento, quindi basta una fatidica mezza giornata per entrare in un'altra dimensione; ultimo appunto curioso, i massi sono di dolomia (una varietà di calcare), che mi ricorda i primi blocchi su cui salivo da bambino, in vacanza sulle Dolomiti con i miei genitori nella incredibile Città dei Sassi.

Non mi metto a disquisire di tutte le novità di blocchi, che trovate diffusamente descritte (assieme alla guida PDF scaricabile) sul BLOG parvoboulder, ma anche in questo caso lancio un tonante invito alla visita. Negli ultimi 2 mesi Giova Massari e altri amici hanno fatto un a pulizia notevole delle basi dei massi più imponenti, aprendo anche nuove linee e nuove concatenazioni. Purtroppo però la strada di accesso al momento è chiusa poco sopra il santuario di Castelmagno per lavori, che dovrebbero durare fino a fine ottobre, potenzialmente compromettendoci la stagione autunnale di boulder. In 40 minuti a piedi comunque si può ancora arrivare, passeggiando in un contesto naturale unico.

Parlando di numeri, le difficoltà si spingono fino al 7b+, quindi per i fanatici del superduro non c’è nulla di liberato al momento, questo però non dipende dal fatto che non ci siano linee dure, o come ho sentito dire il potenziale sia quasi esaurito.. Ho in mente e, se chiudo gli occhi, sotto le dita almeno 5 linee durissime che non sono riuscito a salire e che promettono difficoltà elevate, oltre a un sacco di massi che non ho avuto tempo a spazzolare (e non ne hanno avuto gli altri frequentatori). Una per tutte, giusto per buttarla lì, la linea centrale della foto sotto: 4 metri di strapiombo più 4 metri sulle uova, roccia compattissima e con poche prese decenti, per non parlare della sit..

parvo2

Vi lascio rimbalzando un paio di video, uno che ho girato con un amico nella mia ultima visita e che contiene anche qualche passo nuovo, l’altro di Giovannino Massari che sale una delle linee più di ambiente, di quelle che a suo dire ci riportano all’essenza dell’arrampicata, la superexpo uscita di “Malware”. Personalmente non sono un fan delle linee expo, ma questa merita davvero!

   

Troppo da dire: cominciamo dalla Luna!

In questo periodo sono stato latitante dal blog e me ne scuso, un po' per mancanza di tempo un po' perché quando c'è troppo da dire e troppo da smanacciare, la voglia di mettersi a scrivere e recuperare il tempo perduto scende veramente in basso. Ma un lungo cammino inizia da un piccolo passo, quindi cominciamo!

Inizierei dai massi della Luna, sul sentiero per il rifugio Remondino. Acqua ne è passata sotto i ponti dalla prima volta in cui ci misi piede, più di 10 anni fa, restandone completamente esterrefatto (VIDEO). Il posto è stato valorizzato parecchio, ma non scherzo se dico che almeno il 70% del suo potenziale rimane ancora da sfruttare. Non so se ci rendiamo bene conto, ma si tratta di un posto potenzialmente di interesse mondiale, questo per tutti i massi che ci sono e le linee incredibili che vi si trovano, per non parlare della qualità della roccia!

Un posto che, diciamo, se avessero sotto mano Woods e compagnia bella ricca e sponsorizzata (oltre che fortissima) sarebbe ben più noto di quello che è.. Ad ogni modo un grandissimo, lavoro, eccelso e preciso è stato fatto da Sandro Penna e amici nel corso degli anni, e pubblicato in una bellissima guida online scaricabile dal blog REMONDINO BOULDER. Tutti noi locals però ci dobbiamo arrabattare tra un lavoro full time (che meno male che c'è), famiglia, impegni vari, quindi il tempo per salire fino lassù (40 min di marcia, oltre a una bella pista in auto comprensiva di sterrato) e mettersi a valorizzare è sempre troppo poco. Nel mio caso in particolare, che ho sempre solo qualche ora libera qua e là o al più mezze giornate, le scappate ai Massi della Luna sono veramente poche, e spesso mi ritrovo con le mani che sudano guardando foto e video degli amici che ci vanno più spesso.

Questo post quindi è un invito in primis a scaricarvi la guida dal blog, poi ad andarci appena avete tempo libero, perché ora è la stagione migliore; fino alle nevicate troverete un'aderenza signorile, e meno affollamento di montagnard della domenica ..infine questo post è un invito a diffondere la voce, perché secondo me (e non solo) è uno spot che non ha nulla da invidiare ad altri internazionali più blasonati di alta quota come Silvretta, Lincoln Lake, Magic Wood, ecc..

Tanti video li trovate sul canale Vimeo di Remondino Boulder (gestito dal sempre attivissimo Sandro), altri video carini su youtube (ad esempio QUI, QUI e QUI) per il resto non vi basta che andare, divertirvi e spargere il verbo. Tra le prime salite più recenti e notevolissime vi propongo questo strapiombo incredibile, un passo che si chiama appunto "L'incredibile" ed è l'estensione dell'8a già presente super ditoso "L'impossibile". Per capirci, uno di quegli 8a che non vengono proprio facilmente (infatti è irripetuto)..

 

L'incredibile from Remondino Boulder on Vimeo.

Quindi approfittetene, che questa è la stagione! A presto con tutte le altre novità dalla provincia, appena potrò spero prestissimo!

Paulo

   

10 anni per 41

Oggi vi racconto la storia di un passo mitico e di una vergogna. La vergogna è non averlo mai salito completamente in 10 anni (da parte mia), ma ora ho rimediato. La storia invece ve la racconto qui di seguito.

Il masso della Madonnina è una delle palestre a cielo aperto più famose della provincia, si scala anche con pioggia leggera e qualcosa di asciutto c’è sempre. Bastano 45 min da Cuneo e 3 pad almeno, per scalare con il cu*o sempre protetto. Inoltre potete sempre rifugiarvi se piove o se fa sole alla baita monte Gelas, dal mitico Nico, e ubriacarvi con buona birra o farvi 'na polenta da favola. 

Le origini del bouldering al Masso della Madonnina si perdono negli albori del sassismo della Granda. Pare sia stato valorizzato in primis da ignoti in fine anni ‘90/ inizio 2000, ma sono certo che il merito fosse, almeno in parte, del super pioniere Marco Torielli (e chi altri?). Intorno al 2004-2005 ci scalai parecchio con amici, salendo tra gli altri anche la mitica prua, il passo più evidente del masso (ora si chiama "Patata sopravvalutata", che con “41 e non sentirli” condivide la partenza). In quegli anni arrivò anche il ciclone Toni Stazio, instancabile pulitore e valorizzatore, che sistemò la base del masso, ampliandone anche lo strapiombo (la leggenda vuole che si parta dai 30 ai 50 cm più in basso di allora nelle sit), e che ideò una miriade di passi nuovi, più i traversi e le eliminanti.

Ora, io sono contro le eliminanti, senza stigmatizzarle ovviamente, ma alcune lì alla Madonnina sono molto belle, e meritano un giro. Ma i passi diretti, senza eliminanti, sono delle vere e proprie poesie del movimento boulderistico.

Il passo che vi presento oggi è “41 e non sentirli”, un 7b+  duro e leggendario, di cui in questo 2016 ricorre il decennale. Il 41 infatti si riferiva, quando è stato aperto, all’età di Toni all’epoca. Era il 2006, l'anno delle olimpiadi invernali a Torino e dei mondiali vinti dall'Italia. Un passaggio, una storia, 10 anni son passati da allora e Toni continua a tirare, e “41 e non sentirli” rimane lì, ad attestare uno sforzo estremo, sia fisico che di pulizia del sito per farla diventare quello che è, ovvero lo spot “funny” per eccellenza. 41 è il passo simbolo della Madonnina, la prua più evidente con l’uscita a mio avviso più delicata (non la prua stessa ma tramite un ribaltamento iperdelicato a sinistra della prua).

Leggi tutto: 10 anni per 41

   

Le nostre guide boulder (ovvero lo SPOTTONE)

..non fraintendete, non parlo di uno spottone nel senso di sito boulder, ma di spot pubblicitario stavolta. Comunque può interessarvi.. 

Di recente è nata la seconda guida edita da BLU Edizioni del bouldering delle nostre zone, questa volta sulla Valdinferno, da affiancare da quella della valle Gesso, settore Entracque. Altre sono in pubblicazione, partorite dalla mente inarrestabile e dalla passione per la scalata di Giova Massari. 

guide

Queste due si possono accostare alla oramai storica “Ellerock” della Val Ellero che, per quanto edita da un’altra casa, proveniva dalla stessa sorgente pensante.

Oltre a consigliarvi di prenderla se siete appassionati di bouldering delle nostre zone scenderò alla radice della nostra scelta di tornare abbomba sul cartaceo, scelta difficile e un po’ costosa.

Innanzitutto, per chi non l’avesse capito da solo, non è una scelta per lucrare. Se c’è o mai ci sarà un’entrata monetaria dalla vendita delle guide, questa sarà diretta tutta nelle tasche della casa editrice, come peraltro è giusto che sia per piccole tirature. Anzi scriverla, farci il progetto grafico e acquistarne delle copie è costato agli autori, che non dico che alla fine ci abbiano rimesso ma quasi.. anzi lo dico, ci abbiamo rimesso un pochino.. 

La nostra scelta è stata dettata dalla passione per il bouldering e dal piacere (un po’ da accumulatori compulsivi) di sfogliare la guida tra le mani, consumarla, metterla in libreria nello scaffale “boulder” a fianco di quella di Varazze e di Cresciano, consultarla la sera prima di andare a dormire invece di fare le coccole alla fidanzata. 

E non solo: i quadratini a fianco dei passaggi alimentano la nostra compulsività, ci sediamo la sera sul sofà con la birra e una biro in mano, segnando i passi fatti e studiandoci i prossimi progetti. Diciamocelo: una passione è alimentata dal sogno di continuare a praticarla per sempre, e sempre meglio. Solo così possiamo dormire tranquilli. E ascoltatemi, non c’è né ci sarà mai App che possa dare le stesse sensazioni e alimentare così la passione stessa. 

quadratini

Io sono il primo ad appoggiare gli ebook, leggo troppo e tanti libri costano e occupano spazio (ahimé).. ma questo non vale per le guide di arrampicata perché non devono essere lette, ma consumate!

Con questo concludo lo spottone di oggi! Anzi no, con una curiosità: non esiste guida che abbia consumato maggiormente della mitica “Boulderdoc” di Ricchebuono, Punturo e Torielli. 352 pagine con disegni fatti a mano e intermezzi poetici, la conservo come una reliquia. Purtroppo non si trova più in giro ma è ancora una miniera di informazioni utili e di spunti interminabili e ho scoperto che: qualcuno la vende su Ebay! (http://www.ebay.it/itm/Alpinismo-Arrampicata-boulderdoc-37-siti-cuneese-savonese-2001-/252113335283 in data 23/6/2016) . Solo per veri feticisti, ma se non l’avete non perdetevela! 

Paulo 

boulderdoc

   

Storia di sassi e persone Vol 1: Vorticity ovvero sfidarsi a rasoiate

Allora, eccoci qua, finalmente mi decido a dare vita alla nuova rubrica che da un po’ frullava nelle teste (troppo) razionali di me e Paulo; beh a dire il vero devo ringraziare Paulo per avere inspirato la mia infanzia da sassista con questo blog e che per primo mi insegnato che le nostre valli sono piene di sassi troppo fichi, troppo per lasciarli sotto il muschio e non salirli, troppo per non essere conosciuti e vedere persone pronte a farsi sanguinare le mani pur di montare su quel maledetto sasso (dimenticavo, oltre ad essere un po’ matti abbiamo anche la testa dura) e niente, il nostro obiettivo è riuscire a convincervi che ne vale veramente la pena di passare da qua per far blocchi! 

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Ok, ho già perso il filo del discorso.. Ho accennato robe su una rubrica sensazionale che pensate un po’…… parlerà di sassi! Alti, bassi, belli, brutti o colorati (come i lego) ma la cosa importante e che questi sassi hanno dietro una storia che parla di persone determinate a cercare di salirci su, sono storie che vanno al di là dei “Soft” o di banali numeri e partono dall’immaginazione per scovare gli appigli giusti e la sequenza ottimale e poi arriva la parte migliore, quella della lotta per riuscirci! Perché è bene sapere che dietro ogni realizzazione c’è della fatica e secondo me è interessante scoprire come ognuno affronta questo aspetto più mentale perché il nostro sport non è solo bicipite e mono alla tacca (sia ben chiaro, la prossima rubrica sarà della serie training tips :) ).

 

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